DISASTRATI GENERALI

L’AMMINISTRAZIONE STANCANELLI COMPIE DUE ANNI


11 ASSESSORI cambiati

3.005.509 SPESE per esperti e consulenti in due anni

380 AUTOBUS in dotazione all’Amt

130 la media degli autobus in servizio ogni giorno

100.000.000 di euro il DEBITO dell’AMT

6 parcheggi scambiatori ultimati e inutilizzati

230.000 euro il costo per organizzazione e comunicazione degli stati generali

3 isole ecologiche completate, inutilizzate e vandalizzate

5 SCUOLE a rischio SFRATTO

475 vigili urbani in meno rispetto all’organico previsto

3 COMANDANTI DEI VIGILI URBANI IN CARICA

0 eventi culturali

0 diritti in più ai cittadini



Il 15 giugno 2010 si é concluso il secondo anno dell’era Stancanelli e della sua esperienza di governo della città di Catania.

Due anni durante i quali la realtà si è incaricata di far svanire tutte le illusioni e le promesse del sindaco e dei suoi uomini. Due anni che sono serviti ai cittadini catanesi per fare i conti con il lavoro di questa amministrazione e del centrodestra che la sostiene.

Catania è una città che ha smarrito se stessa, incapace di affrontare il presente e di immaginare il futuro. I suoi problemi strutturali sono tutti ancora drammaticamente irrisolti: l’assenza di pianificazione urbanistica che lascia spazio ad una gestione del territorio dominata dalla cementificazione e dagli interessi speculativi; la morsa del traffico veicolare e la mancata adozione di strategie di mobilità urbana; l’inefficienza del sistema di trasporto urbano; l’abusivismo commerciale; l’indifferenza verso la tutela dell’ambiente; la bassa qualità dei servizi; la diffusione sempre più estesa dell’illegalità; il disagio sociale ed economico delle periferie; la scarsa assistenza alle fasce più deboli della popolazione; l’aggravarsi della crisi lavorativa e occupazionale; la definitiva scomparsa del sostegno alle attività culturali; l’incapacità nel valorizzare il patrimonio storico e artistico della città… Un lungo elenco al quale chiunque potrebbe aggiungere molti altri punti ancora.

Questi problemi sono ferite aperte sul corpo della città, e non sarà certo la propaganda degli Stati Generali, la politica degli annunci, o il gioco di prestigio di una giunta di soli tecnici, a farle rimarginare senza lasciare cicatrici.

I catanesi sanno che la città nella quale vivono oggi non è migliore di quella di ieri. Sanno che quei problemi sono ancor più gravi, insidiosi e preoccupanti. Sanno anche che per provare ad affrontarli servono soltanto atti concreti, assunzioni di responsabilità, comportamenti coraggiosi e trasparenti, Sanno e cominciano a chiedere. Ma dalle parti del sindaco e della sua giunta non giunge alcun segnale.

E’ per questo insieme di motivi che abbiamo ritenuto indispensabile lanciare questa campagna politica in città che possa offrire una possibilità di espressione e un’occasione a tutte le forze di opposizione, associative e politiche, per ragionare insieme su una comune mobilitazione cittadina con la quale raccontare ai catanesi la verità sui due anni dell’amministrazione Stancanelli, rivelando nel contempo l’immagine di un’altra città possibile, delle sue storie, delle sue idee e progetti, delle sue speranze.

Questa campagna cittadina deve rappresentare il punto di partenza di una serie di attività collettive, alcune immediate, altre di più lungo periodo, tali da configurare una vera campagna di mobilitazione nella città e tra la gente, di forte impatto e visibilità, aperta ad un’ampia partecipazione popolare, in grado di trasmettere un messaggio al palazzo e ai catanesi: ci siamo, siamo in molti, faremo sentire la nostra voce, rivendichiamo insieme il diritto ad una città diversa e migliore.

Una città che non sia una merce ma un bene comune; che si faccia carico delle esigenze e dei bisogni di tutti gli abitanti, a partire dai più deboli; pensata e organizzata per garantire un buon vivere al maggior numero di persone; luogo di una vera partecipazione democratica; nel quale si sperimentano le possibilità di una economia alternativa, che abbandoni lo spreco delle risorse, rispetti l’ambiente, privilegi i consumi necessari al benessere delle persone, restituisca dignità al lavoro, valorizzi i prodotti e le risorse del territorio, promuova la responsabilità e la solidarietà sociale.

L’idea è quella di utilizzare piazza Stesicoro come luogo di rappresentazione di un’altra Catania, trasformando quella parte della piazza che si affaccia sull’anfiteatro romano in uno spazio di accoglienza della popolazione catanese, di reciproca conoscenza, riconoscimento, ascolto e comprensione. Ciascuno degli aderenti all’iniziativa potrà organizzare una propria postazione dalla quale raccontare la propria storia, comunicare i propri progetti, i risultati conseguiti, gli obiettivi da raggiungere, la natura alternativa delle idee e delle soluzioni proposte. Una narrazione a più voci dalla quale emerga con forza la visione di una città nuova e diversa, che si oppone a quella ufficiale e dominante, denunciandone i limiti e i fallimenti.